Notizie

10/10/2018

Effetti di una cattiva qualità dell’aria per i lavoratori sedentari che svolgono attività all’interno di ambienti chiusi

Più l’aria è sana, più aumenta la redditività. Uno studio dell’International Center for Indoor Environment and Energy della Technical University danese (uno dei principali centri di ricerca europei sulla salute degli ambienti interni negli edifici) ha calcolato che il benessere dei lavoratori “pesa” sui conti dell’azienda 100 volte di più che la bolletta della luce e di altri costi legati all’energia.

Temperatura confortevole e costanti ricambi d’aria negli ambienti di lavoro riducono la concentrazione di inquinanti presenti nell’atmosfera e, di conseguenza, la probabilità di contrarre alcune patologie respiratorie tipiche della sindrome da “edificio malato” come bronchite e sinusite. 

Le analisi di laboratorio dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l’aria malsana influisce negativamente anche sul rendimento. I risultati dello studio indicano che, in un ambiente dove si respira aria sanala produttività aumenta in una forbice compresa tra il 5% e il 10%
Gli scienziati danesi hanno studiato anche il rapporto tra aria indoor (interna) e umore dei lavoratori. Risultato? La cattiva qualità dell’aria indoor peggiora l’umore dei dipendenti, riducendo fino al 10% la qualità delle loro performance lavorative.

Morale: si lavora meglio in un ambiente sano.


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